I coralli del Mediterraneo: un tesoro nascosto

Nel primo studio mai realizzato riguardante i coralli Madreporari presenti nell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto sono state rilevate 10 specie. Sette di queste non ospitano le alghe simbiotiche zooxantelle, due le ospitano, e una può sia ospitare che non ospitare zooxantelle. Un’ulteriore specie priva di zooxantelle è stato identificata tramite una fotografia, per un totale di undici specie. Si tratta di un numero relativamente buono di specie per uno studio così breve e rappresenta il 50% di tutte le specie di Madreporari presenti in acque poco profonde conosciute in tutto il Mediterraneo. Due specie, Paracyathus pulchellus e Polycyathus muellerae, così come la specie individuata dalla fotografia, Astroides calycularis non erano state segnalate in precedenza nel Mar Ionio. Le due specie zooxantellate, Balanophyllia europaea e Cladocora caespitosa sono state rilevate in zone esposte alla luce e la prima è stata più comunemente trovata in aree dominate da alghe coralline incrostanti. Fossili di Cladocora caespitosa sono stati trovati nelle rocce vicino al mare nella località di Le Castella. Le specie azooxantellate sono state trovate in zone fortemente ombreggiate, sulle superfici inferiori create dalle sporgenze di rocce, in anfratti, sulle pareti rivolte verso il basso di relitti e sulle superfici verticali dei relitti più profondi. Sono state fotografate oltre 20 specie di spugne, così come altri invertebrati quali nudibranchi e briozoi. Sono stati stabiliti dei transetti di monitoraggio per la rilevazione della presenza del corallo zooxantellato Balanophyllia europaea e dell’abbondanza delle altre classi di organismi che abitano il substrato quali varie tipologie di alghe, spugne, fanerogame nonché il tipo di substrato (roccia, argilla o sabbia). La posizione e dimensione di alcune colonie di Cladocora caespitosa è stata anch’essa registrata. Sono state scattate fotografie di tutte le specie di corallo, sia nel loro ambiente naturale che dei particolari della struttura dello scheletro, le quali possono essere usate come guida alla loro identificazione. L'introduzione altamente invasiva dell’alga Caulerpa racemosa varietà cylindracea è stata riscontrata nella maggior parte dei siti in cui è risultata comune, ma non dominante. Il monitoraggio quantitativo tramite transetti fornirà un metodo per controllare l'abbondanza di questa specie invasiva.

Specie identificate: Balanophyllia europaea, Caryophyllia inornata, Cladocora caespitosa, Cladopsammia rolandi, Hoplangia durotrix, Leptopsammia pruvoti, Madracis pharensis, Paracyathus pulchellus, Phyllangia mouchezii, Polycyathus muellerae, Astroides calycularis.

Relazione 2008

Relazione 2009

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Leptopsammia pruvotiParacyathus pulchellusPhyllangia moucheziiCladocora caespitosaHoplangia durotrix scheleton

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